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CN177B

Statua — Campo dei Mori, Canaregio

Campo dei Mori 3385 · Madona de l'Orto · Canaregio · Venezia

Statua — Campo dei Mori, Canaregio
Tipo
Statua
Datazione
fine XIII - principio XIV sec.
Materiale
pietra d’Istria
Dimensioni
167 (altezza)
Conservazione
Molto cattiva per danni di origine meccanica (manca il naso). La scultura si presenta più incassata di quanto fosse in origine.
Collocazione
Pianterreno.

Descrizione

Figura di mercante levantino («moro»), già facente parte probabilmente di Ca’ Mastelli, assieme al rilievo sulla facciata di quel palazzo. Orientale barbato, inturbantato e con lunghi capelli, reggente fardello sulle spalle e poggiante su mensola curvilinea. Nelle statue (sch. CN177 A-D) sono per vecchia tradizione identificati i fratelli Rioba, Sandi e Alfani, mercanti venuti nel 1112 dalla Morea e che adottarono il nome di Mastelli. Si ritiene peraltro che in Campo dei Mori si trovasse anticamente il Fondaco degli Arabi. La statua angolare è quella di «Sior Antonio Rioba» che fu il «Pasquino di Venezia». Non è escluso che i turbanti, tutti e tre in marmo greco, siano aggiunte posteriori e contemporanee alla sistemazione delle statue, probabilmente tardo-quattrocentesca, cioè all’epoca dell’attuale fabbrica di Ca’ Mastelli.

Bibliografia

Grevembroch, Monumenta, I, tav. 10; Cicogna, mss. n° 503; Tassini, 1863, p. 492; Tassini, 1879, pp. 79-80; Fapanni, ms. 9125/4 pp. 9-11; Vucetich, I, f. 85 nn. 21-23; Levi, 1900, p. 35; Comune, 1905, p. 81; Douglas, 1907, p. 165; Lorenzetti, ed. 1956, p. 401 e 405: fine XIII sec.; T.C.I., 1963, figg. 144-45 p. 134; Piamonte, s.d. (1966), p. 144: «4 statue del 1200»; Vittoria, 1969, pp. 67-71; Fugagnollo, 1976, p. 271 n° 1; Zorzi, 1980, figg. pp. 186-87; Lane, 1982, figg. 7-10; Rizzi, ed. 2014, p. 272 e p. 799: "Grande scalpore ha suscitato in città il furto della testa della popolarissima statua (v. Basso, 1993) del XIII-XIV sec. verificatosi il 2 maggio 2010. L'opera è stata rinvenuta due giorni dopo nel Sotoportego Molin presso la relativamente vicina Calle de la Racheta, avvolta tra le immondizie in un sacchetto di plastica. Poiché il distacco dal resto della statua è avvenuto senza alcun danno, si suppone che il furto sia stato eseguito su commissione ad opera di esperti e che il ritrovamento, verificatosi dopo due giorni di capillari ricerche - anche con l'intervento dei sommozzatori - sia stato causato dal clamore suscitato dal trafugamento. Sul furto e sulla sua felice conclusione numerose le corrispondenze giornalistiche a firma di A. Antonini, G. De Polo, G. Gallina, C. Mion, P. Navarro Dina, M. Pivato, A. Vitturini, M. Zambon".

Posizione

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