Fondamenta Quintavalle 58 · S. Piero de Castelo · Castelo · Venezia
Bassorilievo raffigurante la Madonna in trono con il Bambino, il quale porge le chiavi a San Pietro, raffigurato in ginocchio con abiti pontificali. In alto, una colomba rappresenta lo Spirito Santo. L'opera, di forma rettangolare cuspidata, è inserita in una cornice in pietra d’Istria, probabilmente coeva ma forse realizzata da mano diversa, decorata con motivi di fogliame arricciato e sormontata da un busto del Padre Eterno in atto benedicente.
Nella notte del 27 giugno 2004, intorno all'una, il rilievo è stato danneggiato da un atto vandalico. Come riportato da Correr (2004), l’autore ha colpito in particolare le mani delle figure: quelle di San Pietro che riceve le chiavi dal Bambino e quelle della Madonna. Questo dettaglio accomuna altri episodi analoghi, tra cui il danneggiamento delle mani di Mosè nel capitello di Palazzo Ducale e quelle dei santi Marco e Francesco presso il Redentore, ed è oggetto di riflessione da parte degli inquirenti.
L’autore del gesto vandalico è stato identificato in un ingegnere, nella cui abitazione sono state rinvenute le chiavi del rilievo (quelle che il Bambino porge a San Pietro), oltre ad altri frammenti dell’opera, restaurata di recente dalla Soprintendenza (Fullin, 2004).
Il caso ha suscitato ampia risonanza mediatica, con articoli pubblicati su "La Repubblica", "Il Gazzettino" e "La Nuova di Venezia e Mestre", a firma di S. Correr, M. Fullin e G. Bonzio.
Si segnala inoltre un precedente storico documentato negli Atti del Consiglio Comunale di Venezia del 1913 (pp. 351–352), in cui la Soprintendenza propose la rimozione della scultura, proposta respinta dall’Ufficio Tecnico Municipale, che sostenne la necessità di conservarne l’originale attraverso interventi di restauro. L’opera risulta essere stata donata al Comune dalla ditta proprietaria dell’edificio per garantirne la tutela.
Grevembroch, II, 1754, f. 72: lo stato di conservazione vi appare uniformemente buono; Fapanni, ms. 9125/3. p. 67: XV sec., «rozzo [sic] lavoro» che «dai popolari della contrada fu impiastricciato di colori»; Vucetich, I, f. 42 n° 43: «La Vergine col putto ed un pontefice»; Levi, 1900, p. 17: idem, XV sec.; Comune, 1905, p. 31: «deturpato da coloritura»; Lorenzetti, ed. 1956, p. 303: edicola della prima metà XV sec. e rilievo di maestro veneziano della Rinasc.; Piamonte, s.d. (1966), p. 15: XV sec.; Niero, 1972, p. 234: XV sec.; Rizzi, ed. 2014, p. 161 e 796.