Sotoportego de la Chiesa 947 (pressi) · S. Simon Grando · S. Crose · Venezia
S. Ermolao (?) a figura intera, in atteggiamento di orante, entro nicchia trilobata delimitata da colonnine spiraliformi; nei pennacchi sono due angeli turiferari che stringono lembi di velario. La scultura proviene dalla chiesa ma se ne ignora l’originaria ubicazione (Wolters suppone fosse «nella parete dietro l’altare come icona a rilievo»). Nel 1885 l’opera rischiò di essere venduta a privati (v. A.P. Zorzi, in «L’Adriatico» 20 ag. 1885 e A.E. in «La Venezia» 15 ag. 1885).
Grevenbroch, 1755, I, f. 3; Fapanni, ms. 9125/3, p. 73: XIV sec., «il volgo ritiene che sia l'effigie di San Simeone, tanto è vero che quella idea diede origine al proverbio "S. Simon no me intrigo", noto a tutta Venezia. Il proverbio si formò perché quell'effigie ha le mani alzate come dicesse "io non ci voglio entrare"»; Zorzi, 1885: 1382; Levi, 1900, p. 66; Gabelentz, 1903, p. 212: princ. XIV sec.; Comune, 1905, p. 134: fine XIV sec.; Planiscig, 1916, p. 36 fig. 6; Lorenzetti, ed. 1956, p. 472: princ. XV sec.; Niero,1972, p. 234: XV sec.; Rizzi, 1972-73, p. 280: I metà XIV sec.; Wolters, 1976, pp. 154-155: III decennio XIV sec.; Rizzi, ed. 2014, p. 418.